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La seconda Catilinaria è un'orazione pronunciata da Cicerone il 9 novembre del 63 a.C., al cospetto di tutto il popolo romano. Ciò che emerge dall'orazione è un Cicerone profondamente soddisfatto del suo modo di comandare e proteggere lo stato; infatti, è proprio grazie alla condotta del console che è stata resa possibile la fuga di Catilina, o, secondo le parole dell'orazione stessa, la sua spontanea partenza da Roma, allontanando, così, da essa qualsiasi forma di terrore. Catilina, infatti, è dipinto come "una belva che si era sentita sfuggire dalle fauci la città che stava per dilaniare". Con queste parole, Cicerone mira a difendersi da tutti coloro che lo ritenevano colpevole dell'abbandono della patria da parte del congiurato. Dunque, gli scopi principali che l'arpinate voleva dimostrare in questa orazione, sono, essenzialmente, due: la colpevolezza del suo acerrimo nemico e la proposta della medesima soluzione per tutti coloro che avevano preso parte alla cospirazione assieme a lui. D'altra parte Cicerone è anche fortemente rattristato, in quanto non ha potuto abbattere, definitivamente, il suo temuto avversario, e pertanto, esprime tutta la sua preoccupazione. L'orazione intreccia sapientemente toni patetici e indignati con altri di più sobria riflessione, come nel passo in cui si passano in rassegna questi gruppi di spossessati e diseredati. L'astuto Catilina aveva raggruppato questa cospicua forza militare in Etruria; essa era costituita, principalmente, dalla vecchia aristocrazia e da coloro che non avevano trovato il giusto assetto con la colonizzazione durante il governo sillano. In conclusione, il console si affida agli dei immortali, gli unici in grado di riconoscere la giustizia, l'onore, la temperanza, ovvero le luminosissime virtù del popolo romano, contrapposte ai gravi e numerosi vizi di coloro che parteggiano per Catilina, ed espone, poi, la volontà di annientarli definitivamente, in una guerra interna. Occorre, perciò, ripristinare al più presto quel clima di pax e concordia ordinum a cui Cicerone tanto aspirava. Informazioni bibliografiche Autore: Cicero, Marcus Tullius (Marco Tullio Cicerone) Titolo: La seconda catilinaria. Costruzione diretta, versione letterale interlineare Introduzione e note a cura di: Domenico Barresi Editore: Reggio Calabria: Barresi, 1955 (Tip. Siclari) Collana: Volume 17 di Collezioni di versioni di classici latini Testo Monografico Lunghezza: 39 pagine; 17 cm Soggetti: Latino, Traduzioni Latino italiano, Cicerone, Orazioni, Catilinarie, Catilina, Discorsi, Oratio II, Roma, Senato Romano, Versioni latine, Libri vintage Rari fuori catalogo, Didattica, Libri scolastici vecchi antichi, Storia romana Collezionismo Orationes in Catilinam Grammatica latina Letture Pompeo, Crasso, Cesare Congiure Congiurati Cornelio Silla Difesa Repubblica Popolo romano, Quousque tandem abutere patientia nostra?, Anni Cinquanta, Linguistica Liceo classico Processi Retorica giuridica Oratoria Latin, Translations Italian Latin, Cicero, Orations, Speeches, Rome, Roman Senate, Latin versions, Rare books out of print, Didactics, Old ancient school books, Roman history Collectibles Latin grammar Readings Pompey Crassus Caesar Conspiracies Conspirators Cornelius Defense Republic Roman people, 1950s, Linguistics Classical high school Trials Legal rhetoric Oratory. Codice articolo ABE-15241310079
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